Come tosare una pecora
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La tosatura delle pecore è un'usanza molto antica che, negli anni, a differenza della maggior parte delle altre attività, ha subito ben poche variazioni: sono cambiati gli strumenti, visto che a quelli classici si sono accostati quelli moderni ed elettrici, ma non la metodologia. La tosatura viene molto sentita e, in alcuni Paesi come la Nuova Zelanda dove vi sono più ovini che persone, essa è quasi assimilabile ad uno sport, tanto da richiederne la partecipazione alle Olimpiadi. Anche in Italia la tosatura, tra tecniche raffinate e mera maestria, viene accostata a dei rituali, ma anche a dei tornei locali in cui, tosatori provetti, hanno la possibilità di dimostrare la loro bravura, sveltezza ed accortezza nel tagliare il vello delle pecore, facendosi anche una sana e gratuita pubblicità per essere contattati, in futuro,da altri clienti.
1 La tosatura richiede una buona dose di esperienza, oltre all'utilizzo di appositi ed idonei strumenti di lavoro. Un tempo, ma ancor oggi, si utilizzava il forfice, una sorta di cesoie costituite da un unico pezzo di ferro piegato a forma di "U" con le estremità dotate di lame triangolari ben affilate: durante la tosatura dette lame venivano affilate e bagnate di continuo. Oggi, accanto o in sostituzione di detto strumento, si usano i tosatori elettrici, che richiedono minore bravura nell'utilizzo, ma al contempo producono una tosatura esteticamente meno apprezzabile. La metodologia utilizzata è pressocché la stessa: si comincia al mattino presto, in certi casi anche all'alba in base al numero dei capi da tosare, radunando le pecore in un recinto ben chiuso e poi, ad una ad una, le pecore vengono portate al di fuori del recinto, sdraiate per terra (solitamente sopra un telo che avrà funzione di raccogliere la lana tagliata) ed immobilizzate, mediante legatura delle quattro zampe, tramite una semplice cordicella o, per i professionisti, mediante il morsetto da tosatura: in questo modo la pecora non potrà ribellarsi ed il tosatore potrà lavorare senza alcun rischio. Una volta finita l'operazione di tosatura, il cui tempo (generalmente intorno ai cinque minuti) varia in base all'esperienza del tosatore ed alla dimensione e dinamicità dell'animale, la pecora viene ricondotta nel recinto da dove ne viene prelevata un'altra.
2 Non esiste un sistema univoco per tosare la pecora, ma generalmente si procede dall'alto verso il basso, tosando vicino alla cute, ma facendo attenzione a non ferire l'animale, in maniera compatta ed uniforme: la pecora dovrà essere tosata interamente, dalla testa alla coda, con la lana rigorosamente asciutta e non bagnata dalla rugiada del mattino. Il vello ottenuto, il cui peso oscilla tra i due ed i quattro kg, viene venduto per essere poi lavorato. Un tempo la lana delle pecore era sostentamento economico delle famiglie, oggi la tosatura viene invece fatta più per il benessere delle pecore che non per ricavarne un profitto economico.
3 Generalmente la tosatura viene realizzata in primavera, ossia quando il caldo comincia a farsi sentire ed alleggerire l'animale di tanto peso diventa una necessità incombente: la lunghezza del vello può produrre impedimenti alla pecora, facendola impigliare in rami, arbusti, causandole eventuali ferite Inoltre, una volta tosate, le pecore tendono a crescere meglio, in quanto la lana è un coibentante che regola la temperatura corporea dell'animale Approfondimento Come tosare un cavallo (clicca qui) Ultimata la tosatura si ha la possibilità di vedere se la pecora presenta eventuali anomalie, imperfezioni della cute e se sta crescendo bene Vi sono alcune razze di pecore, come le Suffolk, che richiedono una doppia tosatura nel corso dell'anno: in tal caso si effettua a fine febbraio, o comunque alla fine del freddo intenso e tra luglio ed agosto.
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